Buon viaggio, nonno Elio

Varano, 27/04/2021

Carissimo nonno Elio, 

siamo qui come prima della partenza per un viaggio per salutarci con alcune parole e una raccomandazione.

Non ci vedremo di persona, da ora in poi, ma la tua presenza è viva tra noi e, qualora servisse, abbiamo accumulato ricordi e oggetti sufficienti per mantenerla tale. Perché siamo noi a dover fare provviste e bagagli, stavolta.

Il baule dei ricordi sarà pieno dei tuoi numerosi aneddoti, della tua risata squillante e coinvolgente, del tuo compiacimento nel fare le battute, delle tuoi buffi trucchi di magia per far spuntare qualche regaletto, del tuo sorriso accogliente e grato per le nostre visite, delle partite a scacchi, del tuo canticchiare di sottofondo in giro per la casa, del tuo alzarti e cercare su dizionari d’epoca espressioni e pronunce… Un posto privilegiato avranno i pranzi di Natale e tutte le feste celebrate insieme, che per noi avevano il significato di “famiglia”, le imitazioni che Anna piccolissima faceva della tua camminata affaticata che mescolava buffamente con quella dei sette nani, i lavoretti in garage con Marta e Luca.

Basta girarsi attorno e imbattersi nei giocattoli e nei manufatti costruiti per noi; nei libri sulla guerra d’Africa, nella collezione di penne e negli oblò che sono in mansarda; nei capolavori ricordo di scuola e nelle storie dei tuoi ex studenti con cui ti piaceva ritrovarti e di cui conservavi una lucidissima memoria – perché in famiglia sei stato “il professore” prima di tutti noi -; nelle guide rosse per i giorni andati degli alpitour di famiglia; nelle scatole di banane con gli articoli da smerciare ai mercatini dell’antiquariato, dove andavi per vendere ma spesso compravi; nel garage con gli attrezzi per costruire e riparare, perché i nonni sanno aggiustare quasi tutto; nel cosiddetto studiolo del principe, il tuo rifugio che hai ceduto prima a chi studiava all’università e poi a chi giocava a fare la strega; negli oggetti meravigliosi delle vetrinette e nella cioccolata al peperoncino, che ogni tanto qualche topino faceva sparire… 

Ogni cosa racconta pezzi di una vita lunga e felice che abbiamo potuto accompagnare fino agli ultimi istanti a casa, e di questi tempi non è stato poco. Avremmo avuto bisogno di altre partite a scacchi, di altre riparazioni, di ulteriori storie e di pistole e di spade di legno: ma dovremo farci bastare quelle raccolte finora. 

Il primo ricordo di Marco è quando leggevate sul lettone; ieri a casa nostra ti abbiamo salutato leggendo, e i libri sul lettone ci hanno consolato un po’. Ci sembra una bella eredità alla nostra portata, visto che la manualità non ci appartiene tanto: continueremo a conoscere, a incuriosirci, a osservare, a far parlare gli oggetti e la loro memoria. 

E tu – questa è la raccomandazione – tienici una mano sulla testa, perché ne abbiamo bisogno. Noi continueremo a pregare per te, in macchina andando a scuola, nel modo raffazzonato in cui riusciamo.

Buon viaggio, nonno Elio, ti vogliamo bene, tanto bene.

(a Elio Riccini, mio suocero)

Webinar sugli albi illustrati

Giorni fa sono tornata a Cles. No, non ho trasgredito le regole. Mi sono collegata con la biblioteca del Comune della Val di Non che avevo visitato questa estate perché sono stata invitata dalla mia amica e collega Simona Malfatti a intervenire a un ciclo di webinar sull’educazione alla lettura. “Meli leggo“, si intitola, e questa è la registrazione del mio intervento dello scorso 24 febbraio.

Chi vuol essere lievito sia

Auguri in prestito per questo 2021 che viene.
Il primo – che dà il titolo al post – è un verso di Pino Marino (da “Calcutta”, hit del suo ultimo album “Tilt“). La metafora del lievito è potente e antica, senza lievito la massa non si attiva… Lascio a ciascuno l’applicazione che preferisce per la propria situazione di vita.

Il secondo è un proverbio, che cerco di mettere in pratica e che questo 2020 forse ci ha spinto ad esercitare più di altre volte (e per questo ringrazio): “fare di necessità virtù”. Se ne possono richiamare altri, di inviti, di precetti, di massime di vita, ma le virtù mi stanno a cuore. Un tempo mettevano d’accordo la sfera religiosa e quella laica, come ricorda l’Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo pubblico di Siena. Che tornino ad essere un orizzonte comune, il motore del nostro impegno, il sentiero da battere nello sforzo di “tradurre” ogni situazione problematica.

L’ultimo è la foto di un germoglio (questa è di Ngo Minh Tuan da Pixabay): anche nel pieno dell’inverno volevo un’immagine di rinascita, di forza nella debolezza, che desse radici alla speranza.

Buon anno nuovo!

Visite virtuali

In queste settimane e in quelle di gennaio avremmo avuto ragazzi e famiglie in visita alla nostra scuola, a vedere gli spazi di apprendimento, ad ascoltare frammenti di lezioni, a conoscere la nostra offerta formativa. Quest’anno ci tocca esercitare la fantasia, come del resto viene richiesto a tutte le scuole di ogni ordine e grado, pertanto svolgeremo a distanza l’incontro di scuola aperta. Stasera ho concluso questo, ultimo lavoro scolastico del 2020. Per chi vuole farsi un giro senza muoversi da casa.

Un posto in cui “reagire”

Lo scrittore – sostiene Ralph Fletcher – si differenzia dagli altri perché reagisce ai pensieri, alle emozioni, alle cose che osserva e ha bisogno di un posto in cui registrare tali reazioni.
Ecco cosa sono i taccuini.
Ecco su cosa verteranno gli articoli del blog italianwritingteachers.it nel mese di novembre, nel momento in cui ci serve un ricostituente per lavorare con i ragazzi (perché non c’è miglior energetico delle storie per gli insegnanti lettori e scrittori).
Ne parlo nell’articolo redazionale appena uscito.
Buona lettura!