Progetto “AmarcorO”

5 aprile, in pieno lockdown.
ore 8.00 – guardo nel web esperienze di Virtual choir. Ad un tratto un flash: sarebbe bello poter riunire tutti i coristi del coro universitario di Macerata che dal 1993 al 2019 si sono avvicendati.
ore 9:00 – scrivo alla pagina fb del maestro Aldo Cicconofri per proporre l’idea.
ore 9:45 – Aldo risponde che possiamo lavorare alla proposta.
ore 18:00 – Aldo telefona: ha già le idee chiare. Dopo un breve consulto a tre (a cui partecipa mio marito Marco, ex tenore) si individua il pezzo. E la macchina organizzativa parte.
ore 21:30 – Creo il gruppo facebook “Virtual Choir UniMC”.
Il giorno seguente arriva l’indispensabile Gilberto Montali e aggiunge 100 contatti.
In tre giorni di passaparola i partecipanti sono 119 (altri 72 sono stati invitati) e altri privi di account Fb saranno raggiunti con altri mezzi. Un potenziale di almeno 200 coristi. Chissà se ci arriveremo!

È cominciata così un’avventura che ci ha consentito di incontrarci (ancora o per la prima volta) per celebrare la musica e un’esperienza gioiosa che ha contraddistinto – pur se in momenti diversi – la nostra gioventù negli anni della formazione universitaria, studenti Erasmus compresi. E per farsi compagnia durante il Covid-19.
L’entusiasmo dimostrato da tutte le persone contattate spulciando gli annali era comune, e in 83 si sono messe in gioco. La voce non era allenata per tutti, i timbri sono cambiati, registrarsi è stata una sfida, ma la voglia di esserci ha prevalso, anche se non tutti sono riusciti a partecipare. La macchina organizzativa ha avuto delle soste e delle riprese, ma alla fine, grazie a chi ha curato gli aspetti tecnici, abbiamo portato a termine il progetto “AmarcorO”.

È sempre una grande gioia per me mettere insieme le persone e in questo periodo buio lo è stato ancora di più. Una gioia che arriva dai volti dei 32 soprani, dei 28 contralti, dei 13 tenori e dei 10 bassi, a cui si aggiunge quella senza fine di Laura, ormai avvezza ai cori angelici.

Godetevi, allora, Goodnight, Sweetheart, di Calvin Carter, James Hudson; arr. Robert Sund, diretto dal nostro mitico Maestro Aldo Cicconofri.


Gli anni che fanno luce

Una mia amica ieri ci ha mandato la foto di lei davanti a una torta piena di candeline che il figlio le aveva posato davanti. Stiamo distanti, ma ci vogliamo bene. Ho riconosciuto in un istante il luogo in cui è stata scattata la foto, quel sorriso lì che fa strizzare gli occhi. Mi sono immaginata uno scambio di battute tra di loro.
Nel commento ci ha scritto che ormai sono “gli anni che fanno luce”.
Nulla in confronto agli anni-luce, le ho risposto.
Ma subito dopo la battuta mi è sorto un pensiero: più procediamo con l’età più ci serve quella luce.
Perché le ombre aumentano (esperienze dolorose, rimpianti, persone che si allontanano o che muoiono, momenti di sconforto…), sembra che ci sovrastino e il coraggio a volte viene meno. Abbiamo bisogno di più luce, di qualcuno che ce la porti quando da soli non la troviamo, di esperienze di chiarore condiviso. Ciascuno attinge dove può: al sorriso di chi sta attorno, alla luce della fede, a un cielo stellato che ci copre la testa, a chi ci vuole bene…
E se a ricordarcelo è una torta scintillante di candeline, vuol dire che c’è una bella fetta di vita da celebrare e qualcuno che con gratitudine è pronto ad accendere una fiammella per noi.

ANNAli

Ieri sera radiosa a mezzanotte e spicci mi hai confermato che ora ho una figlia teenager (come se non avessi già percorso i tempi abbondantemente).
E io, che in questo giorno nascevo madre insieme a te, rimugino su tutti gli errori che ho fatto e che farò, sul mio essere figlia e madre insieme, su quello che ci rende uguali e su quanto ci differenzia, sulle scelte che agiremo o subiremo.

Poi mi dico che devo mettere da parte questi pensieri perché oggi è il giorno della tua vitalità prorompente, dei tuoi sguardi sorridenti, delle risate con le amiche. Che spero ci illuminino anche domani e i giorni a venire.
“Perché questo nome?” mi hai chiesto giorni fa. Per tanti motivi, ma soprattutto perché Anna vuol dire “grazia”. Quello di cui abbiamo bisogno. Auguri a te, figlia mia, e anche a noi.

IWT al Corriere

È uscita l’intervista al Corriere della Sera dello Staff di Italian Writing Teachers, una lunga chiacchierata su Zoom che è diventata questo articolo.
https://www.corriere.it/scuola/medie/20_luglio_08/scuola-segreto-trasformare-classe-una-comunita-lettori-scrittori-fec115f6-bc6c-11ea-9bb1-38758c6ad564.shtml&fbclid=IwAR3LHLklV06WUQAhUWt8l1W8o2FH6SfuByXZYf1JpY_2ok2RL4ScvZx-CyA

Personaggi creatori di mondi

Finalmente sono riuscita a mettere per iscritto alcune idee che covo da mesi, quando delle “note” di lettura hanno finalmente trovato un filo rosso (o viola). Tutto ha preso avvio una sera di aprile con un librino in inglese, appena arrivato a casa e letto ad alta voce con i miei figli, a cui è seguita una chiacchierata in chat con i colleghi dello staff Italian Writing Teachers. Dopo oltre un anno eccovi tutti qui con me a leggere insieme, dalle pagine del blog “Writing & Reading Workshop Italia”.
Enjoy!

Personaggi creatori di mondi. Piccolo viaggio tra testi e immagini dalle pagine di un taccuino del lettore


(In copertina un frammento da C. Johnson, Harold e la matita viola, Camelozampa, 2020)