Tessitori e viaggiatori

fabric-2642229_1280Per un insegnante (di ruolo), il 1° settembre è capodanno. Meno festaiolo, certo, ma sempre molto ricco di novità.

Anche chi non cambia scuola cambia studenti, colleghi, Dirigenti, collaboratori, famiglie: quel tessuto di relazioni ben più importante delle pareti, che si cerca di rendere ogni anno almeno altrettanto solido.

Quest’anno un bel pezzo di tessuto si rinnoverà: ieri abbiamo salutato la Dirigente che per 18 anni ha guidato il nostro Istituto comprensivo (qui la sua lettera di congedo a tutti noi, qui i versi che le ho dedicato alla festa di pensionamento: non basta a conoscerla, ma a intuire cosa ha costruito sì). Quanto ho imparato da lei in questi anni come insegnante e come collaboratrice è difficile da elencare. Gioisco del fatto che ha lasciato tanto a tanti, e si moltiplicherà nell’incontro delle rispettive eredità.

La nuova DS è già al lavoro, arriveranno nuovi colleghi, molti progetti procedono, altri sono in elaborazione; la programmazione didattica uscirà dalle nostre teste, e poi dalle nostre carte e si trasformerà in apprendimento con il contributo grande degli studenti che troveremo cambiati o che cominceremo a conoscere e che faranno cambiare come sempre non solo i piani ma anche noi docenti.

Insomma: un nuovo viaggio per tutte le tipologie di viaggiatori, una strada che modifica chi la percorre.

Buon anno scolastico 2019-2020

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Guardando lontano

Leggere, progettare, raccogliere mappe di luoghi fantastici, annotare spunti di storie, suonare il pianoforte, mettere insieme le persone amate e far incontrare le amiche, arrampicarsi sugli alberi per guardare lontano o per guardare dentro, arrabbiarsi ma soprattutto sorridere – anche con gli occhi -, scrutare e ragionare, parlare e parlare, confrontare opinioni, costruire progetti con Scratch, ascoltare racconti, ridere rumorosamente, leggere ancora, sfogliare albi illustrati, cogliere i dettagli, scontrarsi e confidarsi, abbracciare bambini, camminare a piedi scalzi, mangiare e dormire dai nonni, scorrazzare in campagna, nuotare, viaggiare, scoprire cose nuove, pregare, ascoltare canzoni amate, gustare i significati delle parole, guardare le lucciole, far crescere i capelli, collezionare conchiglie, correre, cantare nel coro, costruirsi tane, aiutare le persone, avere cura del Pianeta, sprizzare energia, stare a gambe in su, ballare, smanettare al computer, organizzare e coordinare, scegliere autonomamente, chiedere consiglio, crescere…
Tanto altro potrei aggiungere per definire tratti di te, Anna, nel pieno dei tuoi 12 anni. Coniuga tu il tempo delle azioni che ti appartengono, costruisci tu i periodi. Noi saremo qui, ad aiutarti ad esprimere la tua voce, anche quando a te sembrerà meno evidente. E se non vedi bene, puoi sempre trovare un albero per cambiare visuale.
Buon compleanno, figlia mia.

Festa del (mio) lavoro

Oggi ho festeggiato il lavoro lavoricchiando, come spesso capita, perché non si smette mai di fare l’insegnante, neanche quando la scuola è chiusa. Perché quando progetto, quando leggo, quando studio, quando approfondisco, quando progetto un viaggio o visito un luogo, quando mi informo, quando mi confronto con le persone, io miglioro me stessa e il mio lavoro. E questo è un privilegio raro, anche se poi non si stacca mai davvero. Ieri, ad es., ho lavorato fino a tardi per i colloqui con le famiglie. Al netto della fatica anche ieri mi sono detta che parlare con i genitori dei loro figli, ascoltarli e offrire suggerimenti per aiutarli a crescere meglio è un’esperienza bella. Me ne ricordo sempre dopo, col cuore gonfio di preoccupazioni, di fiducia, di sconforto, di gratitudine, di soddisfazione… Ieri è stato l’ultimo colloquio ufficiale con i genitori degli alunni di terza, in qualche caso davvero emozionante. Perché quando i percorsi sono intensi (tosti, direi), si investe e si scommette tutto pur di poter guardare indietro e cogliere il tratto di strada compiuto con fatica e soddisfazione. Sì, in fondo anche ieri ho festeggiato il mio lavoro. Buon 1° maggio

’45

Quest’anno, oltre che in storia e in cittadinanza, ho portato i miei studenti di terza “dentro” il 25 aprile con il meraviglioso silent book “’45” di Maurizio Quarello, un artista molto apprezzato da me e dai miei ragazzi. Ora, oltre che le foto e i monumenti, possono avere negli occhi le vicende e le emozioni di una famiglia, alle prese con gli ultimi mesi di Resistenza fino alla gioia della Liberazione. Una lettura che consiglio caldamente a tutti. Alla fine applauso e occhi lucidi. Al link, dal sito dell’illustratore, alcune pagine del libro.

Giornata mondiale del Libro

“La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore nasce sotto l’egida dell’UNESCO nel 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright. Il 23 aprile è stato scelto perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.
Il libro e la lettura rappresentano un mezzo di approfondimento e di conoscenza, sono strumento di informazione e di apprendimento culturale, entrambi oggi indispensabili per superare le incertezze e le precarietà legate alla paura della globalizzazione, del cambiamento e del diverso. La lettura, che consiste anche in un piacere ineguagliabile per gli appassionati, ci consente di entrare in mondi, vite e tempi diversi e ci dà la possibilità di avvicinarci a esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo così la nostra conoscenza e la consapevolezza di quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico”.

(testo dal sito Unesco)

L'immagine può contenere: una o più persone e persone sedute

immagine di David Wiesner

Il cambiamento

Dal mio #taccuino, 2/8/2018, Natural History Museum, esposizione Restless Earth. “Nulla è certo eccetto il #cambiamento”.
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direction-255294_960_720Quanti significati possiamo attribuire a questa frase! Un dato di esperienza scientifico che diventa per noi elemento osservabile anche nella nostra esperienza, limitata in confronto alle trasformazioni della Terra. E che apre alla speranza, alla possibilità, all’azione. Cambiamento, infatti, è termine doppio: dipende da noi leggerlo o “agirlo” come positivo (nel nostro lavoro, nei nostri rapporti, nella nostra evoluzione personale, nelle responsabilità verso le persone, la comunità e il pianeta…). Ripescare questa frase sulla scia della gioiosa speranza pasquale offre una luce ancora diversa. Apre a rinnovamenti fattibili, a vere e proprie risurrezioni di cui essere artigiani. “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, esortava Gandhi. Siamolo, tutti e ciascuno!