Giornata mondiale del Libro

“La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore nasce sotto l’egida dell’UNESCO nel 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright. Il 23 aprile è stato scelto perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.
Il libro e la lettura rappresentano un mezzo di approfondimento e di conoscenza, sono strumento di informazione e di apprendimento culturale, entrambi oggi indispensabili per superare le incertezze e le precarietà legate alla paura della globalizzazione, del cambiamento e del diverso. La lettura, che consiste anche in un piacere ineguagliabile per gli appassionati, ci consente di entrare in mondi, vite e tempi diversi e ci dà la possibilità di avvicinarci a esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo così la nostra conoscenza e la consapevolezza di quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico”.

(testo dal sito Unesco)

L'immagine può contenere: una o più persone e persone sedute

immagine di David Wiesner
Annunci

Pulizie di Pasqua

Questa stanza virtuale era polverosa e aveva bisogno di finestre aperte e di ritinteggiatura alle pareti. Salutiamo, dunque, il sito precedente. Questo è il tempo del bianco.

Il cambiamento

Dal mio #taccuino, 2/8/2018, Natural History Museum, esposizione Restless Earth. “Nulla è certo eccetto il #cambiamento”.
***
direction-255294_960_720Quanti significati possiamo attribuire a questa frase! Un dato di esperienza scientifico che diventa per noi elemento osservabile anche nella nostra esperienza, limitata in confronto alle trasformazioni della Terra. E che apre alla speranza, alla possibilità, all’azione. Cambiamento, infatti, è termine doppio: dipende da noi leggerlo o “agirlo” come positivo (nel nostro lavoro, nei nostri rapporti, nella nostra evoluzione personale, nelle responsabilità verso le persone, la comunità e il pianeta…). Ripescare questa frase sulla scia della gioiosa speranza pasquale offre una luce ancora diversa. Apre a rinnovamenti fattibili, a vere e proprie risurrezioni di cui essere artigiani. “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, esortava Gandhi. Siamolo, tutti e ciascuno!

Naufraghi

“Ma questi è un misero naufrago, che ci è capitato, / e dobbiamo curarcene: vengon tutti da Zeus / gli ospiti e i poveri; e un dono, anche piccolo, è caro”.
Nausicaa alle ancelle in Odissea, VI 206-208 (trad. Calzecchi Onesti).
Quando l’ospitalità era legge divina e l’ospite un dono degli dei.

Non può non partirmi la connessione con Ebrei 13,2: “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo”. E con l’icona della Trinità (o dell’ospitalità di Abramo) di Rublev.

Ma oggi in I D siamo rimasti sul testo omerico, anche se altri naufraghi del Mediterraneo sono fugacemente saliti alla memoria.

Illustrazione tratta da “Mediterraneo”, albo di Armin Greder